Amin Maalouf e "Gli Scali del Levante"

Pubblicato il da Marina

Una storia d'amore e di guerra narrata da Amin Maalouf, nato in Libano e trasferitosi a Parigi. Già autore di celebri romanzi tradotti in diverse lingue, "Gli Scali del Levante" è stata definita la sua opera più misteriosa.

Imbattersi in un libro. Cercare, scartabellare tra gli scaffali. Così, per caso, ho scovato "Gli scali del Levante" di Amin Maalouf, il racconto della storia di Ossyan, ultimo discendente dell'impero Ottomano, che decide di lasciare la terra natìa per andare a studiare in Francia. Qui dovrà far i conti con la repressione nazifascista, ed entrato in clandestinità, incontra Clara, la ragazza che diventarà sua moglie. La narrazione procede a ritroso ed il lettore l’apprende attraverso i ricordi del protagonista, che proprio a Parigi, incontra un appassionato di storia contemporanea. Questi riconosce Ossyan, sa del suo impegno tra le fila della resistenza francese durante la Grande Guerra. Lo segue, vuole parlargli. I due si accomodano in un bar ed ecco che frase dopo frase, si apre una lunga digressione, cuore del romanzo e chiave di lettura dello stesso. Solo dopo aver attraversato l’esistenza leggendaria eppur patetica di Ossyan, ogni tassello della vicenda trova la giusta collocazione nel ginepraio della storia europea, e non solo. Al di là del tramonto di una dinastia, delle commistioni tra oriente ed occidente, quello che resta è la celebrazione dell’amore, fondato sulla verità e sulla scoperta forsennata della vita, che passa, in queste pagine romantiche, anche attraverso la difesa della libertà collettiva e personale. E dopo la riconquista della dimensione civile, l’amore fiorisce, sfidando i limiti della brutalità umana, che si vendica, che strappa dai campi dell’esistenza i fiori più fulgidi per il gusto di distruggere e seminare terrore. Poi ci sono le parole, sì le parole non dette, o appena pronunciate. Le parole che se già sussurrate, avrebbero potuto invertire il corso degli eventi. Forse. Sillabe strozzate, che tentano di arrivare all’orecchio di chi potrà riconoscerle. Lettere salvifiche che schiudono scenari inattesi eppur sperati. Un libro per e con la vita, tra leggenda e realtà.

1 Amin Maalouf, à la Comédie du livre de Montpellier, 23 mai 2009 |

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