All'impazzata
“All’impazzata” ( Astoria edizioni) di Françoise Sagan, scrittrice francese scomparsa nel 2004, racconta la storia di Lucile, una trentenne parigina che vive con Charles, un cinquantenne squattrinato estremamente educato. Lui la ama, la lascia libera di scorrazzare e gioisce solo nell’averla accanto. Lucile trascorre le giornate senza troppi sforzi, viziata e coccolata. Legge, viaggia, e incapace di badare a se stessa, conserva lo spirito indipendente e assolutista tipico di un’adolescente. “La sua parte bambina” dice lei. La parte a cui tiene di più e che protegge con le unghie dai riflessi del mondo esterno. La vita con Charles le facilita l’impresa, donandole anche un fascino speciale. Una malia intrisa d’ingenuità e freschezza.
In occasione di una festa, però, conosce Antoine, un coetaneo a sua volta mantenuto da una donna benestante più matura di lui. Tra i due nasce una storia d’amore fatta di appuntamenti segreti, incontri fugaci e gelosie. Lucile cerca di resistere, di tenere in piedi due relazioni. Poi,messa alle strette, è costretta a scegliere tra l’agio e la vita reale, con le sue rinunce, il lavoro e i compromessi. Una vera tortura per lei, abituata alla fuga perenne e alla libertà. L’amore, infatti, è anche sacrificio, e quando lei lo capisce torna indietro, incapace di rinunciare alla sua scorza dura e alle comodità.
La grandezza di questo romanzo sta nella lucidità con cui l’autrice delinea un personaggio e lo rende reale. Sagan conosce Lucile a memoria, forse le somiglia persino. La conosce così bene che ne rivela i pensieri, i passaggi mentali, le ansie e le insicurezze. Lucile si mostra per quella che è, senza false promesse, senza maschere, anche a rischio di ferire chi le sta accanto. Sagan non giudica: semplicemente racconta una ragazza fuori dal comune per cui l’amore è qualcosa di meno di una vita all’impazzata.
