Il libro, la libreria e la ragazza riccioluta

Pubblicato il da marinabisogno

La-donna-allo-specchio.jpgIl libro: Ho appena finito di leggere “La donna allo specchio” di Eric-Emmanuel Schmitt, scrittore francese. Il romanzo è l’intreccio di tre esistenze, di tre vite lontane nel tempo, ma accomunate dallo stesso desiderio di libertà e da un legame misterioso. La narrazione corre spedita, alla scoperta di modi di vivere la femminilità, che seppure distanti, hanno concorso ad edificarne una coscienza condivisa. L’intento dell’autore è giocare, saltare da un ruolo all’altro, declinando, così, il bisogno d’indipendenza che alligna talvolta nelle donne iconoclastiche di tutte le ere. Sono sincera: il libro non mi ha entusiasmata granché. Sarà che preferisco storie assolute, atemporali, proprio come quelle dei libri di cui vi ho raccontato in questo blog. Per correttezza vi segnalo, però, una recensione positiva e pure bella da leggere.

 

La libreria: Premetto che nell’ hinterland napoletano non ci sono molte librerie. Già è tanto averne una per ogni paese della provincia, e il più delle volte, sono anche cartolerie. Oggi sono entrata alla Mondadori di Torre del Greco. Sono scivolata silenziosa da uno scaffale all’altro, mentre fuori imperversava un temporale. Dopo una selezione veloce, ho optato per “Fiesta” di Ernest Hemingway. Nel frattempo, mi sono sdilinquita alla vista del gattone che si muoveva sinuoso, e del nipote del titolare anzianotto che tentava di tenere a bada il piccolo. Ho pensato a quando avevo la sua stessa età. A me nella cartolibreria di mio nonno materno, a me oggi, che, alla fine, mi rifugio sempre tra i libri. Chissà se quel bimbo nutrirà la mia stessa passione, quella che suo nonno gli sta instillando inconsapevole.

 

La ragazza riccioluta: Dopo il fortunato acquisto e un bagno d’acqua,sono corsa alla stazione per tornare a casa. Sono salita sul treno e mi sono ritrovata davanti una ragazza minuta, su per giù coetanea, con i capelli ricci e corti. Un visetto sbarazzino, occhi castani e un’allure d’altri tempi, da attrice parigina anni 20. “Bella”ho pensato. La guardo perché inseguo di continuo la bellezza, i particolari che fanno la differenza. La ragazza aveva in braccio un bambino, riccioluto pure lui. “Se potessi farei loro una foto” ho ripensato. 

 

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