Il segreto delle sorelle Bronte
“Miss Bronte”, (Tea editore) di Juliet Gael, è il classico esempio di romanzo metaletterario. Radicato nella storia londinese di metà Ottocento, riprende con la giusta dose di libertà narrativa le vicende personali delle sorelle Bronte.
Charlotte, Ann e Emily sono autrici di opere celeberrime, che col tempo hanno segnato la letteratura internazionale.
Juliet Gael, curiosa e affascinata, ha immaginato la quotidianità di queste figlie dell’Inghilterra vittoriana: represse eppure geniali, hanno trovato nella scrittura un modo di essere, una via di fuga dalle restrizioni del loro tempo.
Ognuna di loro ha avuto il proprio nugolo di lettori, di critici, fino a noi. Eppure, nonostante un indiscusso talento, le ragazze hanno dovuto ricorrere ad uno pseudonimo maschile per farsi pubblicare e sperare di catturare l’attenzione del pubblico. Un escamotage furbesco e allo stesso tempo odioso, che prova la pochezza di vedute di alcune epoche storiche, certe volte non così distanti da oggi.
Non sapremo mai come avrebbe reagito la società inglese di quel tempo alla notizia che tre donne non solo scrivevano, ma osavano persino pubblicare. Delle tre, Charlotte è stata la più longeva. Si è sposata senza amare il marito, portandosi addosso un grosso senso di inadeguatezza. La morale, il galateo erano una cappa soffocante, spesso insopportabile. Charlotte non ha conosciuto la passione, ha scoperto il sesso con ritrosia e senza mai smettere di sentirsi sporca.
La scrittura ha placato le sue ansie e le ha permesso di tenere viva la memoria delle sorelle, fino alla morte.
