L'albergo dei Poveri di Tahar Ben Jelloun

Pubblicato il da Marina

Un romanzo che viaggia sulle onde del mare, le cui parole tessono una rete capace di collegare il Marocco all'Italia. Una vita per altrettante vite

“L’Albergo dei Poveri” di Tahar Ben Jelloun (Einaudi editore) è la storia di uno scrittore di Marrakech, che ormai annoiato, coglie al volo l’opportunità di poter scrivere un libro su Napoli. È la storia di un uomo contrariato, che “ingoia rospi, protesta rumorosamente e si fa del male (alla testa, alla schiena, alla pancia), incassa e se la prende con se stesso perché non ha la forza di reagire e mandare al diavolo tutto quanto”. Un concentrato di energia negativa che si abbatte anche sulla moglie, ormai irriconoscibile e distante. La sabbia e la canicola del Marocco aggravano lo stato d’animo già precario. Poi, la scrittura, come una mano amica, giunge ad indicare la strada: il viaggio, la sfida, la rivoluzione. Ma Napoli non è solo un libro da scrivere. È anche la possibilità di un altro amore, che fino alla fine, vive sospeso tra la realtà narrativa e l’immaginario del protagonista. E a Napoli la storia si colora di elementi surreali, strambi, tipici della narrazione orale.

Sarà l’amicizia con una vecchia, ospite dell’ex Albergo dei Poveri, ad aiutare lo scrittore a ritrovarsi. I loro incontri vivranno di persone, storie trapassate, esperienze. Il lungo flash back guiderà il lettore attraverso le vite di uomini e donne di altri tempi, che hanno rischiato la loro stabilità per amore. L’anima di Napoli è inafferrabile ma rifulge negli occhi della sua gente misera eppur vitale. Ben presto la vicenda diventa corale: una miriade di avventure si intrecciano, delineando una trama suggestiva, capace di catturare l’emotività. Che cosa resta allo scrittore protagonista? La certezza di aver recuperato fiducia ed autostima, per poter ricominciare da dove era partito.

Tahar Ben Jelloun
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