No pasarán
Una passione politica bruciante, al punto da sacrificarvi l’esistenza. La propria libertà in cambio di quella di un intero popolo: una storia antica, che ha coinvolto uomini e donne, indistintamente. “Il Paese sotto la pelle” (e/o edizioni) di Gioconda Belli, scrittrice e poetessa, è il resoconto di anni di militanza sociale, un diario che riprende la storia del Nicaragua, terra natia dell’autrice, dal somozismo alla caduta della dittatura.
L’ascesa al potere di Somoza col suo esercito mercenario, la limitazione della libertà di espressione e la repressione nel sangue di ogni forma di dissenso scavano un solco esistenziale profondo nella coscienza dell’autrice. L’amore viscerale per il Nicaragua e per la libertà la spingono, giorno dopo giorno, tra le fila del Fronte sandinista, gruppo armato di resistenza. Derubata della propria intimità, Gioconda approda alla poesia, elevandola a mezzo di partecipazione e condivisione. Nonostante le evidenti difficoltà, e la durezza dell’anonimato, lei non si perde d’animo. Tesse amicizie e amori, rintracciando la parte di sé che aveva sempre temuto e domato.
La notizia della militanza, però, getta tutta la famiglia nel panico, che solo col tempo comprenderà la sua scelta. Una figlia, una moglie e una madre, ma prima di tutto una donna, che ha imbracciato il fucile in nome della democrazia.
Eppure la rivoluzione non è un gioco: ruba le energie e lascia poco spazio all’amore, destinato a consumarsi tra pallottole e granate. Già, perché Gioconda lo consuma l’amore. Ama con passione, con trasporto, perché l’amore è vita, come la politica. Scarmigliata, seducente, irreverente e scaltra: una bomba, insomma.
E poi è colta. Scrive, eccome se scrive. Ha incontrato poeti, scrittori, intellettuali, politici. Ha vissuto sette volte, come una gatta bellissima. Persino Fidel Castro ne rimase affascinato.
L’esilio per sfuggire alla repressione azionata dai somozisti e la morte dei compagni non scoraggiano il suo attivismo: Gioconda si ingegna strenuamente, fino alla disfatta definitiva della dittatura, che porterà un gran mucchio di delusioni e di false speranze.
