Cassandra, veggente senza tempo
“Dopo un lungo desolato periodo senza sogni finalmente una notte sognai di nuovo. Era uno di quei sogni che consideravo subito significativi, che non capivo immediatamente, ma che non dimenticavo. Camminavo, sola, per una città che non conoscevo, non era Troia, sebbene Troia fosse l’unica città che avessi mai visto.” A parlare è Cassandra, sacerdotessa e veggente di Troia, figlia di Ecuba e di re Priamo.
“Cassandra” di Christa Wolf (E/O edizioni) è il racconto struggente della distruzione della roccaforte troiana da parte dei Greci e del disperato tentativo della profetessa di evitarla. In tempi non sospetti, la ragazza predice il rapimento di Elena. Vede la rabbia di Menelao e del suo spietato fratello Agamennone, senza, però, essere creduta. All’indomani della fuga di Elena per raggiungere Troia e l’amato Paride, i Greci attaccano la città di Priamo, sterminando donne, uomini e bambini. Il libro è la magnifica ricostruzione di uno degli eventi più suggestivi della mitologia greca. Cassandra è la narratrice onnisciente, bella e disperata, la cui voce è l’eco di un popolo ormai alle strette, soggiogato dalle spade nemiche. I fratelli dell’indovina muoiono sotto i suoi occhi, come il padre. Lei scappa, si rifugia nel tempio di Atena. Rapita e stuprata, viene consegnata ad Agamennone, di cui la vate prevede la morte per mano della moglie Clitemnestra.
Il racconto è ricco di digressioni, metafore, e riferimenti ad una cultura lontana ma accattivante.
Un lungo monologo interiore, concitato, senza pause. I periodi ipotattici non sempre facilitano la lettura, guidata per lo più dalla poesia dei suoni e delle immagini.
Un viaggio senza tempo per gli appassionati di ogni età.
