Mia cara piccola Jo
Manca meno di una settimana a Natale, e nel pieno di questa calda atmosfera, è venuto a farmi visita, dal passato, un affezionato personaggio letterario. Una donnina niente male, che dopo anni, continua a vivere nella memoria. Ed ora che è quasi Natale, mi ritorna in mente.
Era la sera della Vigilia quando Jo confidò alle sorelle e alle madre che un Natale senza regali non è un vero Natale. Una notte fredda, scaldata dall’esuberanza della protagonista del mio primo libro-dono.
Mia madre mi ha regalato “Piccole donne” di L. M. Alcott a otto anni. Fino a quel momento avevo letto solo fiabe e fumetti, e avere tra le mani un romanzo, ricordo, mi impressionò un bel po’. Sarei riuscita a mandare giù quel gran numero di pagine, scritte fitte fitte?
Presto detto. In poco tempo cominciai a vivere solo nel libro, rapita dalle avventure delle sorelle March. Fra tutte, preferivo Jo, l’energica Jo, vorace lettrice e indefessa scrittrice, amica dei ragazzi e riluttante verso i luoghi comuni.
Sveglia e anticonformista, rifiutava l’amore come protezione sociale e perseguiva la realizzazione personale .
Jo è stata la prima grande amica immaginaria. Il primo personaggio letterario piombato nella mia vita per migliorarla e orientarla. Quante volte ho ripensato ai suoi occhi grigi, ai capelli rame, alla lingua arguta. Jo era lo sguardo dell’autrice dell'opera e l’eco di imminenti istanze femministe.
Volete regalare un libro alla vostra bambina? “Piccole donne”, così ognuna potrà attaccarsi alla sorella March che più le si confà, per poi scegliere se imitarla, almeno una volta.
